Hermann Nitsch

Art break hotel

Torna a Sorrento. Secondo capitolo per il “concorso di bellezza” dell’Art Hotel Gran Paradiso, che rafforza l’idillio con la cultura grazie a musica, reading, talk e momenti espositivi. Nel Golfo delle Sirene, molte saranno dunque le Faces della stagione turistica, parafrasando il titolo di una ricca rassegna sul ritratto che occuperà gli spazi comuni della struttura. Alla ribalta, per il secondo anno, la competizione per la più bella stanza d’artista, vinta nel 2011 da Nicola Gobbetto con Stay beautiful! (Sleeping Beauty room).
Fino al 31 ottobre, gli ospiti si sveglieranno in ambienti decorati e/o allestiti da una variegata compagine di nomi (la lista completa qui sotto) – giovani e meno giovani (e anche qualcuno che non è più di questo mondo), meno familiari o ben incasellati nel mainstream – per offrire un “break” alla mente, un momento di fuga estetica, di svago, di otium, agevolando il contatto con linguaggi magari sconosciuti. More

Museo Nitsch e nuova sede, la Fondazione Morra cambia look

Napoli-Vienna, legami di sangue ad alta tensione. Inizia nel 1972 l’amore tra Peppe Morra e Hermann Nitsch, rafforzatosi nell’arco di un trentennio di frequentazioni personali e professionali. A questa lunga amicizia, ora, viene non tanto eretto un monumento, quanto riservato e offerto al pubblico uno spazio vivo, in quel cuore della città vecchia e popolare (ancora) lontano dalle rotte del contemporaneo. Vico Lungo Pontecorvo 29/d, alle spalle di piazza Dante, in una di quelle ex insulae conventuali destinate, secondo le ambizioni dichiarate del gallerista partenopeo, a diventare un’isola della cultura. More

Fresco Bosco

Padula (sa), Parco della Certosa

Tutto in una notte a Padula. Veglionissimo di San Giovanni a occhi nudi nel Parco, dove fischia il vento della Gesamtkunstwerk. Un lavoro certosino, con un Oberon (o Aragorn?) d’eccezione: Achille Bonito Oliva…

Venghino signori venghino. Il termometro saliva, l’estate divampava, ma al di là del muro e tra gli alberi spirava la brezza della fantasia al potere. Regista Achille Bonito Oliva, re per Una notte di arte totale –precisamente quella tra il 23 e il 24 giugno- del Fresco Bosco della Certosa di Padula. Primo risultato: aver attirato il popolo dei vernissage a 160 km e rotti dalla capitale del Vicereame. Secondo: aver riportato l’attenzione sul gioiello del Vallo di Diano e, soprattutto, sulla carenza di infrastrutture che lo condanna tragicamente all’isolamento, meta irraggiungibile se non con mezzi propri. Terzo con riserva: la risposta dell’“intero paese” che, se a valle affollava incuriosito la corte esterna della “casa bassa” e i loci ameni teatro dell’operazione, a monte, contrariamente agli auspici e al battage, dichiarava indolente la serrata, in un abitato silenzioso e spettrale. Vieppiù deludente l’inaccessibilità del magnifico complesso, dalla chiesa alle cucine, dai chiostri allo scalone ellittico, comprese quelle cellette dei frati in cui, promotore il medesimo ABO, negli anni scorsi si sono susseguite Le Opere e Giorni, recentemente acquisite nella collezione permanente della Certosa. Peccato davvero, perché una full immersion avrebbe integrato significativamente un progetto che, soprattutto nei momenti “live”, è stato inevitabilmente costellato di intoppi, ma che pure sul piano espositivo ha evidenziato qualche smagliatura. Perché, in definitiva, quello che avrebbe dovuto essere il punto di forza, ovvero il contesto, si è rivelato una buccia di banana, contenitore di un percorso dispersivo e a tratti mortificante: il parco ha infatti ridimensionato drasticamente anche soluzioni che, sulla carta, promettevano ben altro arrembaggio visivo, risolvendo la “mostra” in una serie di incontri con ospiti non tutti a proprio agio, vuoi per posizione defilata, vuoi per debolezza formale ed espressiva. More

stridbhy@mailxu.com guilbert.newton@mailxu.com wiltrout@mailxu.com rothell_lara@mailxu.com mwakitwileeloise@mailxu.com