T_rame

2 aprile 2012

Sottili. Come le vibrazioni che legano opera e spettatore, come le insidie del ragno. È la tela sensibile che, tra energia e leggerezza, avviluppa la personale di Daniela Di Maro. Il filo conduttore è la Natura…

Daniela Di Maro_Cuprum_veduta dell'installazione. Courtesy Dino Morra, Napoli

Partiamo dall’inizio. Da dove nasce l’idea di questi “ricami botanici” in filo di rame?
L’idea nasce circa un anno fa, da una serie di discussioni intraprese con Massimo Scamarcio, artista sonoro con il quale ho collaborato per la realizzazione di alcuni miei progetti. Si ragionava sulla possibilità di utilizzare il materiale che componeva le linee del disegno, per condurre energia. Quella che mi è sembrata più indicata è stata la scelta di utilizzare il rame come vero e proprio filo da ricamo, viste le sue caratteristiche di duttilità e conducibilità elettrica. In un secondo momento, il soggetto “botanico” è stata una sorta di conseguenza, poiché l’intenzione era quella di animare qualcosa attraverso i fili. Mi è parso coerente rappresentare delle piante dalle caratteristiche particolari e far sì che dentro di loro scorresse un’energia altrimenti impalpabile, capace di animarle e farle risuonare. Un’energia che io definisco “linfa elettronica”. (altro…)

Percorsi contemporanei nel centro antico

1 maggio 2009

Storia di ieri, storie di oggi. Ma poche, per la verità, le vicende dell’arte contemporanea che s’incrociano tra i decumani: la maggior parte delle gallerie napoletane ha, infatti, preferito insediarsi in zona Chiaia. E, sul versante istituzionale, a parte gli “Annali delle Arti” al Museo Archeologico Nazionale, s’era visto poco fino al 2005 quando, con gran clamore di folla, aprì i battenti il Madre. Rumori che hanno accompagnato il cammino del “Beaubourg napoletano” fino ad oggi: dalle proteste degli animalisti per i cavalli veri alla mostra di Kounellis, all’infuocato contenzioso a colpi di carte bollate e conferenze stampa tra i vertici del museo Donnaregina e la magistratura intorno alle serate danzanti di Madrenalina. (altro…)

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