Gli effetti di Canogar tra la luce e il buio

23 maggio 2009

Alla galleria di Mimmo Scognamiglio

 

Fantasmagorico è aggettivo confacente a Daniel Canogar, che Mimmo Scognamiglio, dopo due apparizioni nel suo spazio milanese di Corso Porta Nuova, fa conoscere anche a Napoli, nella “casa madre” di via Mariano d’Ayala 6. Il gioco è semplice, ma l’esito è sorprendente. Aprono la personale tre installazioni, “Pneuma”: in effetti sono come respiri questi ghirigori di luce, quasi sottili fumi colorati sospesi nel vuoto, ma dotati di una precisa consistenza fisica. L’effetto, spesso cangiante, è infatti frutto di proiezioni colorate su fili elettrici. I meccanismi dell’ottica, spesso manipolati a fini illusionistici, restano anche quando l’artista si muove con maggior decisione e perspicuità tra scultura e fotografia. La seconda stanza della galleria, completamente oscurata, è infatti occupata da un’invadente installazione di fibre ottiche, quasi un grosso organismo – non a caso “Spider” è il nome di precedenti lavori analoghi – le cui propaggini terminano con piccole diapositive, proiettate sulla parete di fondo. In posa, modelli adagiati su grovigli di cavi come su amache, rielaborazioni di ritratti eseguiti dal vivo in studio. E se scontato è il presupposto di fondo che mira a sintetizzare natura e tecnologia, filone oggi frequentatissimo, la duplicità del mondo – reale e proiettato – ha in sé qualcosa di filosofico, oltre che blandamente storico. E al passato Canogar, figlio d’arte, ha spesso guardato nelle sue realizzazioni, omaggiando esplicitamente padre Andrea Pozzo, il pittore barocco che decorò la capitolina chiesa di Sant’Ignazio, o ricalcando le orme di Robertson, al secolo Etienne Gaspard Robert, medico e pilota di mongolfiere, annoverato tra gli antesignani del cinema per aver perfezionato il meccanismo della lanterna magica, facendone scaturire spettri (fantasmagorie, appunto). Natura e tecnologia esplodono letteralmente davanti all’obiettivo in composizioni affollatissime, dove s’intravedono nudi sbucare tra ammassi informi di computer, giocattoli e cianfrusaglie d’ogni genere. Spagnolo, 43 anni, tra le tante “diavolerie” (tutte sul suo, curioso e interessantissimo, sito www.danielcanogar.com) Canogar ha inventato “Palimpsesto” un’installazione con 3.400 lampadine fulminate che, dopo accensioni random, entravano in azione grazie ai sensori azionati dall’entrata dei visitatori, dei quali riproducevano ombre… bianche. Ancora una volta, camera oscura, rovescio del mondo.

 

(Roma, 23 maggio 2009)

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