Caravaggio, le Sette Opere e…

25 dicembre 2014

sette opereTrent’anni dopo. Il titolo “alla Dumas” sarebbe forse piaciuto a Vincenzo Pacelli, la cui storica monografia su “Caravaggio. Le Sette Opere di Misericordia” torna nelle librerie con una nuova veste editoriale. La curatela è di Gianluca Forgione, il giovane studioso che insieme al professore di San Salvatore Telesino aveva già firmato il monumentale tomo su “Caravaggio tra arte e scienza”. Ma perché ripubblicare, dopo la prima uscita del 1984, un libro dedicato a un’unica tela? (altro…)

Regina di quadri

30 ottobre 2013

Palma del martirio, Palma della vittoria. Scorre tra questi due estremi la biografia di Palma Bucarelli. Avvincente come il libro di Rachele Ferrario, che non ha poi avuto così bisogno di “romanzare” la vicenda di una personalità originale e complessa, che ha attraversato da protagonista mezzo secolo di storia (dell’arte) italiana, dagli anni Trenta ai Settanta.
Follemente adorata, ferocemente odiata. Rigorosa e caparbia, ma anche frivola e capricciosa.
Che Palma non sia donna dai mezzi toni lo si capisce fin dal suo apparire: occhi di ghiaccio, portamento regale. Sportiva, emancipata. Amante dei begli abiti, dei gioielli e dei motori. Dopo gli studi con Adolfo Venturi e la laurea con Toesca, la bella figlia del viceprefetto capitolino inizia la sua irresistibile ascesa. Subito accompagnata dal brusio delle malelingue, cui fornirà materiale per tutta la vita senza curarsene più di tanto. Anzi. Si vocifera, ad esempio, che la giovane – che nessuna brava madre inviterebbe per un tè con le figlie – sia addirittura l’amante di Bottai. Lei lascia dire. Perché il suo obiettivo è uno. Chiaro. (continua la lettura su sdefinizioni)

Noi credevamo?

18 aprile 2011

È stato eletto il film del Centocinquantenario. Poi sono arrivate le 13 nomination ai David di Donatello. Strano destino, per una pellicola inizialmente distribuita in una manciata di copie (e che invece resiste da mesi nelle sale). Strano ma vero, e purtroppo ovvio, in un Paese abituato ai riconoscimenti tardivi, disinvolto maestro di oblio quando si tratta di fare i conti con la propria storia. Già, la Storia. Annessione, conquista? Cosa fu l’Unità, dalla parte dei vinti? (leggi il resto dell’articolo su Artribune)

 

Nella foto in alto: Mario Martone e Luigi Lo Cascio sul set di “Noi credevamo”

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