Celeste a colori

9 marzo 2012

Sergi Barnils_ Despres vaig veureun cel i una terra nova_ 2011_ Tecnica mista su tela_100 x 100 cm. Courtesy Eventinove, Torino

Potenza dei topoi. Chi, guardando i dipinti di Sergi Barnils, penserebbe agli sconvolgenti scenari dell’Apocalisse? Eppure è proprio alla visione di Giovanni che si ispira il suo ricco e vivace corpus di opere. Merito di tanta brillantezza, la base ad encausto. Tecnica familiare ad archeologi e archeofili (erano dipinti così gli affreschi di Pompei, che dopo il fuoco e i millenni ancora si fanno ammirare per la felicità cromatica), ma poco frequentata ai nostri giorni. Forse perché, a chi vuol guadagnare il “premio” finale di una bella resa, impone la pazienza dei tempi: strati di cera sovrapposti a caldo, poi trattati dall’artista con graffi e incisioni sottili, talvolta impercettibili. Patterns geometrici, segni modulari, echi di Mirò, reminiscenze etniche della natia Africa e, perché no?, una sana ricerca decorativa. Tutto confluisce ad evocare la Gerusalemme Celeste, agghindata come una splendida sposa, preziosa da guardare e da scoprire con delicatezza. Un Paradiso che – tale è la forza di attrazione della materia pittorica – si tocca con mano in un ritaglio di muro.

Sergi Barnils_Envers la Ciutat Esplendent _ Torino, Eventinove

        

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