David Bowes

22 febbraio 2010

Torino, In arco

Una pittura tradizionale, tramata di suggestioni stilistiche e “omaggi”. Tra Arcadia e commedia dell’arte, ecloga e metafisica. Non sarà il migliore dei mondi possibile, ma in fondo su questa Terra si può vivere tutti insieme…

Molteplici sono i riferimenti di David Bowes (Boston, 1957; vive a Torino e Newton, Massachusetts), dall’esuberanza dei muralisti messicani al naïf più genuino. Un disegno semplice, e una tavolozza vivace. Campiture piene, e torniture prevalentemente affidate più a volumi smussati che a modulazioni tonali. Prevale in questa personale un’atmosfera cortese, gentile, che pare retrocedere ai cicli “profani” tardogotici e rinascimentali, con quadri brulicanti di lieti e operosi personaggi, vivaci come miniature, con un quid aggiuntivo di Estremo Oriente. Del resto, un’aria da Medioevo edenico si respira pure lasciando vagare l’occhio di castello in castello, o immergendolo tra le chiare, fresche, dolci acque aureolate d’alberi, cornice di tanta sensuale epica cavalleresca (e l’opera in questione risalta per difformità stilistica rispetto alle altre). Altra dominante è una grazie arcadica e leziosa, che saccheggia la vetrinetta dei ninnoli alla ricerca di damine e cavalieri in porcellana, vasi e scarpine à la vogue settecentesca, maschere e chinoiserie, in una specie di spensierato Viaggio in Italia da uno stereotipo all’altro, e non certo da turista per caso. (altro…)

Madre: una rete di polemiche mai sopite

17 aprile 2009

Assenti gli artisti campani alla prossima mostra dedicata alla Urban Art

Da un po’ di tempo, sui social network del web, era sbucato il logo del Madre. Fin qui niente di strano. Capita che un museo, una fondazione o una galleria aprano un profilo su Facebook o My Space a scopi pubblicitari e/o aggregativi. Se non che a ben guardare il famoso acronimo quadrato del Museo d’Arte contemporanea Donnaregina presentava qualche sbavatura. (altro…)

Rauschenberg al Madre

23 ottobre 2008

L’ultimo maestro del ‘900 a pochi mesi dalla scomparsa

Quando morì lo scorso maggio, a ottantadue anni, molti necrologi titolarono “Novecento addio” o cose simili. In effetti, con Robert Rauschenberg se ne andava l’ultimo Maestro del Secolo Breve, “anello di congiunzione” tra le istanze più significative che nel Dopoguerra si erano incrociate tra l’America e l’Europa, dov’era arrivato per la prima volta nel 1952 insieme a Cy Twombly (poco dopo aver dato vita, insieme a John Cage, a Theatre Piece #1, oggi considerato il primo happening della storia). (altro…)

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