Gustav e i suoi fratelli

23 maggio 2014
Gustav Klimt_Salomè_1909_Olio su tela, cm 178 x 46. Venezia, Ca’ Pesaro_Galleria Internazionale d’Arte Moderna ©2014 Foto Scala, Firenze

Gustav Klimt_Salomè_1909_Olio su tela, cm 178 x 46. Venezia, Ca’ Pesaro_Galleria Internazionale d’Arte Moderna ©2014 Foto Scala, Firenze

Il libretto delle istruzioni per le mostre contiene diverse voci. Una, per esempio, dice di trincerarsi dietro la nostalgia del grande evento di tot anni prima, invariabilmente più bello e più “scientifico”. Un’altra consiglia di leggere, serenamente e attentamente, il titolo di ciò che si sta andando a vedere ed entrare.
Cosa aspettarsi, dunque, dall’esposizione milanese? Una rassegna certamente non faraonica, non esaustiva, ma dove i Klimt da cartolina, i Klimt dorati e bizantini, non mancano: basti il trionfo policromo della Salomé acquistata nel 1910 dal Municipio di Venezia per la Ca’ Pesaro. Diecimila lire ben spese, diremmo col senno di poi, ma nel corso della storia non sono certo mancati gli avversatori del pittore viennese, accusato soprattutto di essere un “decoratore”, con tutto il pregiudizio di cui questo vocabolo poteva caricarsi. (altro…)

The Wall

9 maggio 2013

 

Jeff Wall_Vancouver, 7 Dec. 2009. Ivan Sayers, costume historian, lectures at the University Women’s Club. Virginia_ 2009_ fotografia a colori_ 224.3 x 182.5 cm. Courtesy dell’artista e della Galleria Lorcan O’Neill Roma

Prendiamo un’altra immagine. Diversa da quella – certo più dirompente – promossa sulla copertina del catalogo e rilanciata in primo piano su carta e in Rete.
Come perno di una lettura della mostra di Jeff Wall, partiamo invece da Vancouver, 7 dec. 2009, protagonisti lo storico del Costume Ivan Sayers e Virginia Newton-Moss, mannequin in abito d’epoca. Perché questa foto? Prima di tutto perché, banalmente, è stata scattata nella città natale del fotografo. Poi perché potrebbe costituire un manifesto della sua poetica. In senso letterale, delle sue linee guida: la diagonale. Costante geometrica in quasi tutti i lavori esposti al PAC, tagliati su una prospettiva angolare che ne approfondisce l’intenzione immersiva, perfino in opere dal soggetto apparentemente insignificante, o forse ironico e orientato ad una traslazione di significato: la vaschetta/barchetta d’alluminio con un residuo di Peas & sauce è fragile metafora della deriva urbana? (altro…)

carnero.tasia@mailxu.com