Anri Sala

Migliaia di tifosi dell’Inter nei ritratti di Frederic Liver

“San Siro” alla galleria 404

Da un po’ di tempo l’arte contemporanea pare aver riscoperto il calcio. Lo dimostrano il film di Douglas Gordon e Philippe Parreno su Zinedine “Zizou” Zidane e, per restare dalle nostre parti, la mostra su Maradona “La mano di Dio” che Anri Sala ha proposto nel giugno scorso da Alfonso Artiaco. Si adombrerebbe, anzi, una tendenza nostalgica a riscoprire l’aspetto nazionalpopolare del pallone, mettendo di nuovo in campo radioline e rivalità di condominio, quando sugli spalti ci si andava coi bambini e la sciarpa al collo, senza preoccuparsi di diritti televisivi, ingaggi stratosferici, striscioni e cori razzisti, agenti in assetto antisommossa e guerriglie in autogrill. More

Maradona: il mito del calcio entra nella galleria d’arte

“La mano di Dio” di Anri Sala da Artiaco

Spesso per vincere ci vuole la mano di Dio. Però – come si dice? – “aiutati che Dio t’aiuta”. Meglio ancora se, nel tuo piccolo, vieni considerato e ti consideri tu stesso un dio.  Prese tutto alla lettera Diego Armando Maradona, autore di uno dei gol più rocamboleschi e controversi della storia, quello che durante i mondiali messicani dell’’86 valse all’Argentina la vittoria sull’Inghilterra ai quarti di finale. Un punto non proprio cristallino, giacché fu il pugno del numero 10 più amato dai napoletani ad “accompagnare” la sfera nella porta mal difesa da Peter Shilton. More

Dedica – 1986-2006

Napoli, Pan

Vent’anni e non sentirli. Ma vederli. Occupazione debita di spazio pubblico per Alfonso Artiaco. Un po’ di storia, nessuna nostalgia e molto presente. Anche se i presenti non sono uguali per tutti…

Come descrivere una collettiva senza stendere la lista della lavandaia? Come celebrare un anniversario senza piaggeria? E come giudicare un’esposizione curata a tempo di record (45 giorni appena) da una new entry? Tante le componenti in gioco per Dedica, rassegna per il ventennale della Galleria Alfonso Artiaco che ha segnato il debutto di Julia Draganovic, dallo scorso novembre direttore artistico del Pan. Quasi rispettando la tradizione inaugurata dal predecessore Lorand Hegyi, pure stavolta Palazzo Roccella vede sfilare tanti (grandi) nomi, riuniti da un’occasione privata trasformasi in evento pubblico che, a candeline spente, resta ciò che è: una mostra. Caratterizzata da una prevalenza di lavori site specific, pienamente rispondenti all’hommage esplicitato nel titolo. Invitati gli esponenti di punta della scuderia di Palazzo Partanna (qui trasferitasi nel 2003 dall’originaria sede di corso Terracciano a Pozzuoli), con i quali il pubblico ha imparato a familiarizzare anche e proprio grazie ai corsi del “professore”, sicché per i più assidui l’itinerario si snoda a mo’ di un rassicurante imbattersi in vecchi, riconoscibili amici. More

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