Nel Sacro Cuore di Franko B un linguaggio tra kitsch e barocco

28 novembre 2008

“Black paintings” alla Changing Role

Il corpo. Istoriato dai tatuaggi, ricamato dalle cicatrici, trafitto dalle espansioni, rivestito di metallo. Il corpo. Martoriato e decorato. Il corpo. Franko B è, per il pubblico, soprattutto questo. Perché il suo corpo è stato, ed è, oggetto e protagonista delle performance che lo hanno reso celebre: “rappresentazioni” intense, profonde, come viscerale e carnale è la città, Napoli, dove l’artista, arrivato per la prima volta in occasione della mostra alla Changing Role, è andato ad “incontrare” le Sette Opere di Misericordia di Caravaggio, il grande maestro degli scuri. (altro…)

L’agenda dell’arte firmata Campania

27 novembre 2008

Al Pan la collettiva 12×12

Arriva a un anno esatto dalla pubblicazione dell’omonima agenda “12×12”, collettiva che al Pan riunisce “Live” tutti gli artisti presenti nell’iniziativa editoriale della Phoebus di Casalnuovo. Regista dell’operazione Salvatore Manzi, che al primo piano di Palazzo Roccella ha aggiunto alle opere dei colleghi dati alle stampe nel 2007 un wall painting del laboratorio dei Media Integrati dell’Accademia di Belle Arti coordinato da Franz Iandolo: una mappa della Campania sulla quale sono fissati alcuni videocontributi dei partecipanti, ciascuno rappresentato da un lavoro emblematico, di repertorio, nuova o site specific. (altro…)

Ercolano

24 novembre 2008

Napoli, Mann

Gli antichi ci guardano. Da una mostra che promette e mantiene l’eccezionale, ma si lascia prendere dall’horror vacui. Tutto ebbe inizio con un accidente fra le tenebre, in pieno Secolo dei Lumi…

Stavano scavando un pozzo, e saltò fuori il Teatro. La scoperta di Ercolano fu un caso. Che scosse l’Europa. Al punto che i re di Napoli Carlo III di Borbone e sua moglie Maria Amalia, per cogliere prontamente i preziosi frutti delle campagne archeologiche avviate nel 1738, si fecero costruire una Reggia nella vicina Portici. Da allora sono passati quasi tre secoli e la città annientata dall’eruzione del 79 d.C. continua a essere -finanziamenti permettendo (ma gli annunci ufficiali della Regione assicurano l’arrivo di trenta milioni di euro) -un pozzo senza fondo, se è vero che risale allo scorso anno il ritrovamento di un viluppo di materiali organici, tra cui un pezzo di tessuto. Rarità visibile per la prima volta in un percorso interamente dedicato alla “sorella minore”, ma più raffinata e colta, della plebea Pompei, che la leggenda voleva fondata direttamente dal semidio delle dodici fatiche. Onesta e “popolare”, la mostra s’impone subito, fin dall’ingresso, per quantità. Purtroppo. Perché l’ansia di riconsegnare, dopo anni di desolazione e “mobilità”, il maestoso atrio dell’ex Palazzo degli Studi alla destinazione espositiva genera il meno auspicabile degli effetti: i l sovraffollamento. Aumentato dalla riproposizione di una modalità usata per alcuni eventi precedenti nel Salone della Meridiana: quella dei pannelli separatori che, pur utili didatticamente, anziché valorizzare sacrificano bronzi e marmi, mescolati con un impatto visivo non sempre convincente in un allestimento compatto e “cunicolare”. (altro…)

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