Se la politica diventa arte

26 luglio 2016
Edi Rama_ veduta della mostra presso la galleria Artiaco_ ph Francesco Squeglia

Edi Rama_ veduta della mostra presso la galleria Artiaco_ ph Francesco Squeglia

Correva il Sessantotto quando gli studenti inneggiavano all’immaginazione al potere. Molti decenni dopo, l’utopia si è realizzata in un paese dove, ai tempi della dittatura di Enver Hoxha, ci sarebbe voluta davvero molta fantasia per immaginarsi alla guida dello Stato uno come Edi Rama. Mostra di lusso, quella da Alfonso Artiaco (fino al 3 agosto), visto che a tappezzare – letteralmente – le pareti della galleria è il premier albanese, in carica dal 2013 e già artefice della “rinascita” di Tirana, della quale è stato sindaco a più riprese a partire dal 2000. Politico dal largo consenso, ma anche artista. Da sempre. Perché il primo ministro della giovane repubblica balcanica ha non un semplice passato ma, per così dire, un “continuum” creativo e, dagli anni in cui insegnava all’Accademia d’arte (tra i suoi allievi, anche Adrian Paci), non ha mai lasciato il primo amore; sicché, tra una telefonata e una riunione, si diletta facendo vagare i pennarelli su fogli che parlano di bilanci, relazioni, affari di governo. Doodles il nome di questi disegni estemporanei. Quisquilie, pinzellacchere? Questo è il problema. Se si sceglie di dedicarsi anima e corpo alla politica di professione, a quel punto dove si colloca l’arte? È ancora un mestiere, o resta tra le passioni? La risposta è in questo turbinio di schizzi variopinti, qui trasformato in carta da parati. Oppure negli estrosi vasi di ceramica che sbocciano sui piedistalli trasparenti.
C’è chi dice che arte e politica possono stare insieme. C’è chi dice che devono. Con leggerezza, Rama affronta la questione come l’aquila bicipite dello stemma nazionale. Quasi gli venisse naturale conciliare entrambe, come una distrazione, un accidente. La sua mano va da sola. Automaticamente, per innata abitudine. Pare quasi di vederlo, mentre scarabocchia distrattamente figure dalle tinte accese discutendo con un leader straniero dall’altro capo della cornetta. Portando così un tocco personale in un mondo, quello della politica, che spesso naufraga invece nel personalismo.
“Dammi i colori” si intitola il video prodotto dall’amico e collaboratore Anri Sala, che documenta una delle tappe più felici delle vite parallele del premier: sotto il titolo pucciniano, un film documentario sul progetto civico, oltre che urbanistico, che Edi Rama lanciò come primo cittadino di Tirana, ovvero il restyling dei grigi edifici ereditati dal regime, rinati a nuova vita grazie a cascate di pittura. Per una volta, un’“operazione di facciata” da annoverare, politicamente parlando, tra le buone pratiche.

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