The sound of silence

21 novembre 2011

Presenze, assenze, risonanze. Per riconfigurare i rapporti tra l’ambiente e ciò che contiene, e ritrovare nel suono la traccia del tempo. Capita così, a Genova, che la galleria si trasformi in un “iperstrumento” da accordare. Il colpevole è Marco Lampis, da Chan

Marco Lampis – Come accordare una stanza – 2011 - veduta dell’installazione presso la Galleria Chan Arte, Genova - photo Francesco Cardarelli

Marco Lampis (Cagliari, 1976; vive a Berlino e Cagliari) non è un sound artist tout court. E, più che l’armonia, ricerca l’empatia. “Strumenti” da modulare sulla stessa vibrazione il corpo, lo spazio ed elementi propri della scultura minimal. Dal punto di partenza – i 4’33” di John Cage – alla creazione di un silenzio-presenza, l’allestimento mostra come dall’accidente possa nascere il rafforzativo concettuale. (leggi il resto dell’articolo su Artribune)

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