La coppa delle coppie

20 ottobre 2011

IABO_Ch€ap Biancaneve & Rocco Siffredi_2011_Acrilico e spray su tela_70x140 cm_Courtesy Nicola Pedana Arte Contemporanea

 

Diretto, immediato, semplice. Ironico e irriverente. Riaffiancato per l’occasione dalla “sua” curatrice Mara De Falco, Iabo presenta a Caserta una nuova serie di dittici: abbinamenti stravaganti che, scardinando gli stereotipi di coppia, alla fin fine confermano l’antico motto “amor omnia vincit”. Nel bene… e nel male. Indubbiamente certe svenevolezze sono ormai superate: oggi l’intesa è, più che una questione di feeling, un fatto di centimetri (vedi Biancaneve e Rocco Siffredi). E poi, sì, siamo a due passi dalla Reggia borbonica, ma chi crede ancora alle favole? Morto e sepolto il principe azzurro, Cenerentola diventa una coniglietta che si lascia insidiare da un attempato playboy (chi sia lo scoprirete più avanti). In fondo, la vita è bella perché è varia: e così l’amore può abbattere i pregiudizi (i tosti Batman e Robin, storiche icone del mondo gay), ma anche diventare un gioco… d’azzardo (gli inossidabili Lupin e Margot spalmati contro il tavolo verde). Tra un vis à vis e l’altro, i “marchi di fabbrica” di Iabo ci sono tutti: il profilo netto ed icastico, i loghi contraffatti, i cuoricini, le saette, l’euro. A proposito di euro, alla fine di quest’intervista (ovviamente anch’essa di coppia) troverete un’idea per uscire dalla crisi. Altro che “legge di stabilità”…

Mara De Falco e Iabo… un sodalizio professionale che va avanti da circa quattro anni. Mara, le tue esperienze curatoriali sono variegate, dalla sound art alla video animazione. Quali aspetti ti hanno interessato maggiormente nel lavoro di Iabo?
Una volta Iabo mi disse: “Secondo te è possibile concepire un’opera d’arte che sia come la ola? Io non ci sono ancora riuscito, ma aspiro a realizzarla”. Credo che in questa bizzarra ipotesi sia racchiuso in sintesi il mio interesse per la sua ricerca: un lavoro che punta sull’immediatezza, sulla reattività, sul coinvolgimento corale, ed è totalmente privo di sovrastrutture concettuali. Le sue opere nascono da veloci intuizioni, innescate dal multiforme universo visivo della contemporaneità e si pongono come obiettivo la resa accattivante dell’immagine. I suoi diktat sono la riconoscibilità collettiva del segno e la sua semplice decifrabilità. Se a questo aggiungi l’asciuttezza dello stile e l’eleganza del “packaging”, hai la risposta alla tua domanda. La forza di Iabo sta nell’utilizzo di un alfabeto fresco, ironico e attuale, perché parla di noi e del nostro tempo. Amo gli artisti “sintetici” e “minimali”, quelli che tendono a sottrarre piuttosto che aggiungere. Iabo ci riesce, perché il suo approccio creativo è “ecologico”, non inventa nulla: preleva dal mondo, de-struttura e ricompone. Inoltre funziona in qualsiasi contesto, dall’autogrill al museo e io, nel mio percorso curatoriale, sono sempre stata attratta dalla sperimentazione dei linguaggi visivi in spazi “non convenzionali”.

Iabo, perché lavori con Mara? Cosa ti piace del suo approccio?
È molto raro trovare dei veri professionisti, i curatori spesso si sentono delle “primedonne” e mettono l’artista in secondo piano… Mara, invece, è decisamente una persona che conosce bene il suo lavoro e, oltretutto, tra di noi c’è un buona intesa estetica e culturale. Uno dei suoi pregi è la capacità di avere una visione d’insieme sulla mostra che sta curando, è in grado di sintetizzare in maniera diretta e decisa il messaggio dell’artista. Ciò che apprezzo di più è la sua attitudine a comprendere subito se un “pezzo” funziona o meno.

Cartoni animali è un titolo che nasce dalla propensione di entrambi per i calembour. Ma è così facile-facile come sembra o c’è qualcosa sotto?
È vero, i giochi di parole ci divertono molto. In questo caso però il calembour ha proprio un valore funzionale. Il titolo rappresenta infatti la chiave di lettura, il focus di tutto il discorso: da animati ad animali, basta cambiare una lettera per modificare il senso delle cose. In questo caso per parlare dell’istinto, quello legato soprattutto alla sessualità… questo è il fil rouge della mostra, l’elemento che fa da collante negli “accoppiamenti” dei vari personaggi.

Leggo dal comunicato: “L’artista partenopeo si confronta per la pima volta, e in esclusiva per lo spazio di Caserta, con supporti di piccolo formato”. Spiegateci il perché di questa scelta.
La scelta di realizzare lavori di piccole dimensioni è nata dal desiderio del gallerista Nicola Pedana di avere l’esclusiva su una parte della produzione. L’utilizzo del supporto 70×70 – che poi nel dittico diventa 70×140 – ha reso possibile la realizzazione di una sorta di opera/format, della quale lo spazio di Caserta possiede, per così dire, il “brevetto” dal punto di vista commerciale.

Iabo, non hai fatto in tempo ad inaugurare la personale “S/ORRIDI” a Bologna che adesso tagli il nastro in Campania. Non temi di inflazionarti?
No, assolutamente. La mia ricerca consiste proprio nello scardinare i tempi di un canonico percorso professionale dell’artista, così come normalmente è imposto dal sistema dell’arte.  Il mio lavoro tende più ai ritmi serrati della produzione seriale di tipo industriale che a quelli lenti e pausati dello studio o dell’atelier. La mia creatività nasce dalla strada, dove fare “bombing” ed essere sempre presenti con i propri “pezzi” è la regola.

In questi Cartoni animali sono associati uomini e donne, donne e donne, uomini e uomini. Sarà mica una provocazione?
Nella domanda è in parte racchiusa la risposta: troviamo assurdo che l’omosessualità rappresenti ancora, per qualcuno, una “provocazione”… questa è un’occasione per riflettere sull’argomento. Inoltre è anche un gioco dissacrante per scalfire l’aura dei personaggi rappresentati e ribadire ancora una volta che in ognuno di noi c’è un lato oscuro della personalità che spesso tendiamo a celare, in nome della cosiddetta etichetta sociale.

Adesso giochiamo un po’ con le vostre coppie. Catwoman ha scalato il muro del convento di Monza…
… e se la spassa con la Monaca. Ma senza il “frutto del peccato” non ci saranno né scandali, né omicidi: raro caso in cui una relazione omosessuale facilita la vita piuttosto che complicarla.

Cenerentola-Berlusconi: cosa diventa lei, dopo che il “principe” le ha infilato… la scarpetta?
Resta una sguattera… purtroppo, però, queste cose accadono solo nelle favole!

Flash Gordon e Britney Spears: perché?
Perché anche i supereroi hanno un punto debole. E di fronte alla bellezza “virginea e maliziosa” della Britney degli esordi, Flash Gordon si rivela un po’ troppo “precoce”.

Wonder Woman e Hitler. Provate a descriverci il loro ménage familiare.
Un ménage all’insegna della perversione: lei mistress, lui slave. Forse la storia dell’umanità sarebbe stata molto diversa.

Pollock e Pollon. Beh, non c’è che dire: due divinità… Chi sta più in alto nell’Olimpo?
In realtà Pollon era il pusher di Pollok: senza la “polvere dell’allegria” che la dea gli forniva, non sarebbe mai diventato il dio dell’action painting.

Chi è più Pop: Homer Simpson o Andy Warhol?
Piuttosto bisognerebbe chiedersi chi dei due è più Brillo

Superman-Nietzsche: chi è il dominante?
Sono due fake: il superuomo è un prodotto della fantasia tanto quanto il supereroe… maschi così non esistono.

Non manca uno dei soggetti ricorrenti: Porca miseria. Consigli per la crisi?
“Accattateville”! In tempi di austerity, i poster Porca miseria sono un buon compromesso cheap&chic.

Ultima domanda: il progetto che avreste voluto realizzare e non siete ancora riusciti a trasformare in realtà?
Tu dovresti saperlo bene: vogliamo fare “Capa e MADRe”!

IABO_Cartoni animali_a cura di Mara De Falco_Caserta, Galleria Nicola Pedana, via don Bosco 7
(22 ottobre/30 novembre 2011)
Inaugurazione sabato 22 ottobre ore 19

         

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