La semplicità del segno di Iabo passata dal muro al plexiglas

7 luglio 2009

In esposizione alla Fondazione SDN

 

Sono come le caramelle, i plexiglas di Iabo. Lucidi, succosi, pronti da gustare. Linguaggio essenziale, linea accattivante, colori squillanti o bianchi e neri ben contrapposti. Della grafica hanno il segno semplice e simbolico, del Pop la serialità: stesso formato, stessa faccia, ovvero il profilo maschile (evoluzione della parola “love”) che, all’occasione, con un minimo accorgimento – una mostrina sul colletto, un paio di baffi – si trasforma in ritratto-icona. Iabo ripropone i suoi quadrati di un metro per lato nell’ultimo appuntamento de “Il Sabato delle Idee”, spostatosi per l’epilogo dal Pan di via dei Mille alla Fondazione SDN a via Gianturco. Periferia est, con terrazza affacciata su un panorama insolito e non privo di fascino: i grattacieli del Centro Direzionale. Angolazione diversa, lontana dal cliché mare-Vesuvio e luogo perciò emblematico per Iabo, ex writer e spirito “urbano”, che si nutre degli umori della strada non esitando a investirla dei suoi, provocatoriamente e più o meno scopertamente. L’ultima trovata è stata “Madre snaturata”, azione realizzata in primavera insieme al “Cacciatore di Graffiti” Augusto De Luca, dapprima sui social network della Rete – scomodando perfino la buonanima di Lucio Amelio -, poi con una parodia dello spot del museo Donnaregina, delle affissioni e una performance finale. All’Istituto di Diagnostica Nucleare, si torna invece alla classica mostra (curata da Julia Draganovic, ex direttore artistico del Palazzo Arti Napoli): dittici come “Bandito”, “Botta senza risposta” e “Beni sottovalutati” (sul delicato tema delle risorse idriche che Iabo affrontò già nel 2006 in un’operazione al Bad di Casandrino), il trittico boettiano “Vedo il mondo a 4 occhi” (in uno smagliante, “stendhaliano”, rosso e nero), due “Untitled” policromi. Ironia, immediatezza, comprensibilità, gradevolezza le porte aperte sul messaggio. Chi dice che la strada dell’arte dev’essere per forza lastricata di rebus?

 

(Roma, 7 luglio 2009)

 

 

schabot@mailxu.com